Cultura giu il sipario

CULTURA, GIU' IL SIPARIO
Lutto per il mondo della cultura. È stata la piazza di Montecitorio ad accogliere ieri un folto sit-in di manifestanti arrabbiati e palloncini neri. Oltre 5000 per chiedere al governo spiegazioni (e magari pretendere soluzioni) sull’ennesimo taglio alla cultura. Grazie alle forbici di Berlusconi, il Fondo Unico per lo Spettacolo passerà dai 511 milioni stanziati dal Governo Prodi ai 380 milioni previsti dal decreto in questione.
Si continua così ad infierire su un mondo che vive al di sotto della soglia di povertà. I settori più penalizzati sono il teatro e la danza, in cui sono in pochi a sfondare la soglia dei 7000 euro all’anno. Anche il cinema, che in Italia, conta 76.440 lavoratori, quest’anno rinuncerà a moltissimi free lance, che non potranno neanche chiedere asilo al mondo delle fiction televisive, dato che la finanziari ha abbattuto la sua scure anche su quel settore, costringendo le emittenti televisive ad un taglio del 30%.
Si tratta di una precisa scelta di campo, che ancora una volta relega la cultura alla voce “superfluo”, preparando una società in cui il momento più “erudito” della settimana sarà il lunedì del Grande Fratello!  A sorpresa uno scenario del genere inquieta non solo l’opposizione, ma anche parte della maggioranza. Di fronte a Palazzo Chigi infatti hanno sfilato anche Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi, che, nonostante l’illuminazione sulla via di Damasco, non sono riusciti ad evitare i fischi di chi contestava “l’appartenenza ad un governo che fa queste cose”.
Folta e indignata la delegazione del Partito Democratico. In piazza il segretario Dario Franceschini ha detto: "E' una specie di delitto. Se c'e' una cosa su cui l'Italia deve investire, e non tagliare, e' proprio la cultura, lo spettacolo. Da parte della maggioranza c'e' l'idea sbagliata e colpevole che quella per la cultura sia una spesa superflua. Invece si tratta di un pezzo importante della nostra industria e dell'economia del nostro Paese". La soluzione sarebbe “inserire la cifra necessaria nel maxiemendamento. Noi insisteremo fino alla fine ma mi sembra che la maggioranza non abbia orecchie per sentire".
21 luglio 2009
 
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