Il coraggio di non arrendersi
Il coraggio di non arrendersi
Lo sdegno del mondo per la sentenza con cui Aung San Suu Kyi è stata condannata ad altri 18 mesi di arresti domiciliari.
Colpevole. E’ questo l’inappellabile verdetto della Corte birmana, chiamata a decidere le sorti di Aung San Suu Kyi. Una sentenza ingiusta quanto prevedibile, che condanna il premio Nobel per la pace ad altri 18 mesi di arresti domiciliari e gli impedirà di partecipare alle prossime elezioni, scrivendo l’ennesima pagina di un sopruso lungo vent’anni.
Piero Fassino, responsabile dell’area Esteri del Partito Democratico e inviato speciale dell’ Unione Europea, in un’intervista rilasciata a Repubblica si dice “angosciato per la condanna illegale di Aung San Suu Kyi” e annuncia la sua prossima partenza per il Myanmar, condizionata solo dall’arrivo del visto. Fassino spiega la complessità della situazione a livello internazionale, la scarsa efficacia delle sanzioni provenienti da Usa e UE, dato che “l’80% degli scambi della Birmania sono in Asia. Sarebbe diverso se provenissero anche dalla Cina”. Ciononostante “il clima sta cambiando e non possiamo rassegnarci. Io ho incontrato il ministro birmano,ho visitato i paesi dell’area e il lavoro con l’incaricato dell’Onu e con le nazioni del Sud Est asiatico è intenso. E ad Hanoi il ministro degli Esteri cinese per la prima volta ha sostenuto la necessità di favorire un’evoluzione della situazione prima che
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