NO ALLE LEGGI AD PERSONAM

Conferenza stampa di Bersani 21 dicembre 09: No alle leggi ad personam.
A chi avesse ancora dubbi in merito ad un imminente inciucio il segretario del Pd chiarisce le idee: "A me la parola dialogo non piace e tanto meno la parola inciucio. Io preferisco parlare di confronto, di accordo o disaccordo nella chiarezza delle posizioni. E il posto giusto per il confronto e' il Parlamento. A Natale si sparge lo zucchero, ma se alla Befana il Parlamento fosse invaso di leggi ad personam diventerebbe difficile discutere di riforme. Noi siamo contrari a leggi fatte per una persona sola, mentre siamo interessati alle riforme per tutto il Paese. Se poi oltre a quelle istituzionali potessimo discutere di quelle sociali sarebbe ancora meglio. Sarebbe un bellissimo segnale di apertura se potessimo discutere insieme sul mercato del lavoro dei giovani, che cosi' non va, o sarebbe interessantissimo discutere sul sistema pensionistico per le nuove generazioni''.
A chi immagina stanze chiuse e accordi sottobanco con la maggioranza Bersani assicura: ''Non e' in previsione alcun vertice politico. Il Parlamento e' la sede giusta della discussione, in una civilta' di rapporti. Noi siamo pronti a garantire questa civilta', abbiamo le nostre idee, i nostri paletti li abbiamo messi. Quindi non c'e' bisogno di diplomazie particolari; si deve ragionare alla luce del sole, anche perche' c'e' in giro troppo sospettismo''. Anche una nuova bicamerale è da escludere categoricamente: ''Abbiamo gia' gli strumenti per il confronto - ha osservato - lasciamo maturare le commissioni parlamentari, dove c'e' gia' qualcosa di maturo; io partirei di li''.
Non siamo una caserma, ma la linea è una. "E le posizioni di Massimo D'Alema allora?" chiedono i cronisti. "Siamo un grande partito e non una Caserma" è la risposta del leader democratico - Secondo le varie sensibilità ci sono variazioni sul tema ma la linea e' una ed è quella che vi ho appena descritto. Non voteremo il processo breve, né il legittimo impedimento".
"Il confronto sulle riforme non e' una questione di fidarsi o non fidarsi, altrimenti non si andrebbe da nessuna parte, oppure si dovrebbe andare dallo psicologo o dal confessore. A Di Pietro dico amichevolmente che chi pensa che le cose vanno meglio se non si cambia niente, dovrà ricredersi".
Con un anno che si chiude e uno in arrivo qual è l'augurio che Bersani rivolge al premier? "A Berlusconi e a tutti io auguro buona salute e che facciano bene il proprio mestiere''. Cosi' il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso di una conferenza stampa, ha risposto a una cronista che gli ha domandato cosa augurasse al premier per il 2010. All'Italia auguro nel 2010 un minimo di ripartenza. Spero che nel centrodestra emerga la consapevolezza che tutti gli anni in cui e' stato al governo non hanno portato al Paese cambiamenti e benefici. Spero che nel 2010 il Paese abbia una marcia in piu''.

LA GREEN ECONOMIA PER USCIRE DALLA CRISI: LE PROPOSTE DEL PD


Copenhagen. La disfatta, il compromesso, o il punto di partenza. All'indomani del piu' importante vertice sul clima dai tempi di Kyoto, le questioni irrisolte sono ancora tante. Le aspettative, deluse o meno, ci sono ancora ed e' tempo che qualcuno cominci a soddisfarle. Toccherebbe al governo, che sembra però troppo impegnato a sonnecchiare o, peggio, a negare la responsabilità dell'uomo nel global warming. Il PD non ci sta e riparte da qui: dalle proposte.

L'analisi di Bersani. Nel corso della conferenza stampa sul dopo-Copenhagen, tenuta insieme a Stella Bianchi, responsabile Ambiente della segreteria nazionale, Laura Puppato, responsabile forum Ambiente, Roberto Della Seta, capogruppo in commissione Ambiente ed Ermete Realacci, il segretario Pier Luigi Bersani a presentare la green economy come "l'unica carta anticiclica che potremo giocare anche in termini di mobilitazione del risparmio privato". Non serve solo a preservare l'ambiente, "ma e' una fonte di occupazione certa e immediata". Il risultato di Copenhagen non soddisfa, Bersani non ha difficoltà ad ammetterlo, ma "da qui si puo' partire. A Kyoto erano presenti 40 paesi in meno rispetto a Copenhagen. l'accordo fu vincolante, e' vero, ma i paesi che assunsero l'impegno rappresentavano in tutto il 30% delle emissioni. A Copenhagen, invece, i paesi presenti erano causa dell'80% delle emissioni. Quantomeno un bel passo in avanti per quanto riguarda la consapevolezza". Un"analisi, quella del segretario democratico, che concede per" ampi spazi anche alle dolenti note, prima fra tutte l'Europa. Nella difficoltà di imporsi del vecchio continente, il leader PD scorge "il palese isolamento dell'Unione europea, che ha mostrato un deficit di peso politico. Il che conferma che la
dimensione intergovernativa non ci porta da nessuna parte". Altro problema e' che "alcuni paesi europei hanno ancora una visione troppo arretrata. E l'Italia rappresentata da questo governo e' senza dubbio fra quelli. Sento da parte del governo un po' di lacrime di coccodrillo. Sull'ambiente ha avuto sempre una posizione molto tiepida con sfumature negazioniste". Nonostante l'incertezza del vertice appena concluso, il governo non deve dimenticare che l'obiettivo del 20-20-20 e' ancora in vigore e l'Italia e' distante anni luce".
Le proposte del PD. A presentare l'alternativa, del PD in materia di green Economy e' Stella Bianchi, responsabile Ambiente della segreteria nazionale. "Le nostre proposte sono gia' in campo da tempo e le abbiamo ribadite anche nel corso dell'ultima finanziaria. " precisa Bianchi " Il piano del PD, strutturato in 8 punti, " capace di creare un milione di posti di lavoro in cinque anni".
Efficienza Energetica. "Puntiamo a risparmiare energia con la riqualificazione delle abitazioni e degli edifici privati e pubblici, con la sostituzione delle auto e degli elettrodomestici piu' inquinanti" spiega il membro della segreteria. In particolare l'obiettivo e' "rendere permanente ed estendere le agevolazioni fiscali al 55% per gli interventi di efficienza energetica voluto dal governo Prodi. Vogliamo consentire ai comuni di spendere risorse nelle loro casse, in modo da migliorare subito l'ambiente e creare occupazione.
Fonti rinnovabili. Lo scopo e' raddoppiare nei prossimi dieci anni l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Costruire un"industria nazionale del settore e promuovere nuove imprese che producano impianti, tecnologie, pannelli solari, nuovi materiali per l'edilizia etc.. come evidenziato dalla Bianchi e dallo stesso Bersani: "Il ritorno al nucleare e' impensabile e dispendioso. l'unica cosa che si puo' fare e' proiettarsi nella ricerca sul nucleare di ultima generazione. e' inutile concentrarsi su cose difficili se non si riesce neanche a fare quelle facili".
Trasporto pubblico. "Nel nostro piano " spiega Stella Bianchi " e' previsto l'investimento pubblico per il rinnovo del parco mezzi con acquisto di autobus a metano. Lo scopo e' avviare un piano di 1000 treni per i pendolari, con 300 milioni di euro all'anno per 5 anni". Si prevede inoltre l'introduzione dei ticket tran sport, buoni di trasporto che le aziende potranno fornire ai dipendenti per il tragitto casa-lavoro.
Ricerca. Si prevede il sostegno alla ricerca per le auto ecologiche del futuro e il ripristino del credito di imposta per la ricerca come base dell'economia che punta sull'innovazione, sulla conoscenza e sulla qualit" legata all'ambiente. Si vuole inoltre proseguire il lavoro avviato con Industria 2015.
Territorio, turismo agricoltura di qualità". Si vogliono favorire le imprese e le economie che si basano sul nostro straordinario patrimonio ambientale e storico culturale, promuovendo il made in italy. Prioritario diventa, pertanto, il ripristino dei fondi per la difesa del suolo dimezzati dal governo.
Rifiuti. Si a incentivare il riciclo dei rifiuti e l'industria ad esso collegati. Come spiega il Pd in una nota, un incremento del 15% in dieci anni rispetto ai livelli attuali rappresenterebbe il 18% rispetto dell'obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di Co2, con una conseguente riduzione dei consumi energetici di 5 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti. Regole e procedure semplici e certe. Obiettivo del Pd e' rendere piu' semplici le procedure delle autorizzazioni degli impianti che utilizzano fonti rinnovabili e garantiscono risparmio energetico.
Infrastrutture. Come precisa Stella Bianchi, "allentare il patto di stabilità permetterà di aprire subito i cantieri per piccole e medie opere di riqualificazione del territorio e delle città", per la manutenzione di scuole, ferrovie e strade".
 
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