AFGANISTAN: MORTI DUE GIOVANI SOLDATI ITALIANI

Afghanistan, morti due giovani soldati italiani: uccisi il sergente Massimiliano Ramadù, il caporalmaggiore Luigi Pascazio. Dal Pd il cordoglio per i militari scomparsi, e la richiesta al Governo di riferire in Parlamento.
Lunedi 17 maggio hanno perso la vita in Afghanistan due militari italiani: il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni di Velletri, in provincia di Roma e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari, mentre altri due sono stati gravemente feriti alle gambe. Il tragico episodio è accaduto vicino a Bala Murghab, nella zona di Herat, a seguito di un agguato ai danni di un blindato Lince italiano.
Sono numerosi gli attacchi alle truppe italiane registrati in Afghanistan dall'inizio della missione Enduring Freedom e Isaf. I militari italiani attualmente impiegati in Afghanistan sono circa 2.800. A giugno, verranno incrementati di altre 1000 unità. I soldati italiani hanno la responsabilità di un'ampia regione dell'Afghanistan occidentale che comprende le province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah. La maggior parte di essi partecipa alla missione Isaf della Nato, mentre i carabinieri sono inseriti in Eupol, la missione dell'Unione europea per la ricostruzione della polizia civile del luogo. L'inizio del disimpegno militare italiano dal Paese è previsto per luglio 2011.
"Prima di tutto c'è il cordoglio per le vittime, gli auguri ai feriti e la solidarietá ai famigliari di questi ragazzi. Poi c'è l'esigenza di una riflessione, di una discussione in Parlamento sull'evoluzione della missione" ha detto il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani. "Certamente non possiamo consentire che i talebani sconfiggano l'intera comunitá internazionale ma c'è bisogno della riflessione sull'evoluzione della missione così come peraltro sta facendo il presidente Obama -aggiunge Bersani- che ha espresso l'esigenza di un atto di responsabilitá del governo afghano e di un coinvolgimento diretto e impegnativo delle potenze confinanti. E' necessaria un'evoluzione rapida di questa missione, da missione che fronteggia i talebani a missione in appoggio al governo afghano per garantire sempre di piú elementi ordinari di sicurezza. Di tutto questo bisogna discutere in Parlamento", ha concluso Bersani.
Sono tanti gli esponenti del Partito Democratico che esprimono il cordoglio per la morte dei due giovani soldati e partecipano al dolore delle loro famiglie e a quelle degli altri militari feriti, augurando loro pronta guarigione. Da Dario Franceschini, Presidente dei deputati Pd e Piero Fassino, Responsabile esteri del Pd ai senatori Roberta Pinotti e Mauro Del Vecchio, già comandante della forza Isaf in Afghanistan, Emanuele Fiano, Presidente del Forum Sicurezza del Pd, e Francesco Tempestini, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera . La Presidente dell’Assemblea nazionale del Pd Rosy Bindi e la Presidente del Gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro ribadiscono a seguito della tragedia, che questo è il momento del silenzio, della condivisione del dolore e della solidarietà con le famiglie delle vittime e con tutti i soldati, ma che presto sarà necessario che giunga anche il momento della responsabilità e della riflessione politica con un serio confronto in Parlamento sulle ragioni e le modalità della nostra presenza in Afghanistan. “ll Governo inoltre - esortano le esponenti del Pd - a un mese dal voto parlamentare sul rinnovo delle missioni, riferisca sul livello di sicurezza garantito ai nostri militari che devono sempre essere dotati dei mezzi migliori per far fronte al loro compito difficile e pericoloso e sul loro ruolo nel territorio, specie alla luce delle nuove strategie dell’amministrazione Obama”. Così anche il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti, che dichiara: "In momenti così drammatici nei quali persone mandate dal nostro Paese a combattere per riportare la pace e la democrazia hanno perso la vita, tutti, ma in primo luogo chi ha responsabilità di governo, devono dar prova di coscienza e serietà". Sulla necessità di una riflessione con e nella la comunità internazionale sulla strategia da adottare in Afghanistan per ottenere che le istituzioni afgane possano al più presto prendere in mano la responsabilità della sicurezza del loro Paese, si esprime Marina Sereni, Vice presidente dell’Assemblea nazionale del Pd e il Vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella. “Abbiamo più volte insistito e torneremo a chiedere –dichiara Sereni – una maggiore attenzione agli aspetti economici, sociali e civili della presenza internazionale in Afghanistan, perché soltanto così si può conquistare la fiducia della popolazione e isolare chi non intende rinunciare alla violenza e al terrorismo”. Afferma Pittella: “Oggi pomeriggio chiederò in Parlamento europeo in una riunione plenaria a Strasburgo, che si rifletta sui risultati finora raggiunti dalla missione, sulla sua efficacia e sulle sue prospettive future, moltiplicando gli sforzi perché l'obiettivo della riappacificazione del Paese e della difesa delle neonate istituzioni venga raggiunto rapidamente e senza ulteriori tributi di sangue tra i militari impegnati e la popolazione civile”.

 
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