Brancher si dimette. Il PD: "Con opposizione unita governo alle corde"

Brancher si dimette. Il PD: "Con opposizione unita governo alle corde"

Il “Ministro del nulla”, non rischia la sfiducia alla Camera e rinuncia alla carica. Bindi: “Le dimissioni confermano una maggioranza allo sbando”. Franceschini: "Vittoria politica. Al di là dei numeri e dei rapporti di forza in parlamento possiamo ottenere risultati importanti". Aldo Brancher, non è più ministro, si è dimesso anche se non sappiamo da cosa, visto la mancata pubblicazione delle deleghe nella Gazzetta Ufficiale, prima di arrivare al voto sulla Mozione di sfiducia nei suoi confronti, in calendario alla Camera il prossimo 8 luglio, sottoscritta da tutti i deputati del Pd e dell’Idv. Non ha voluto rischiare di far cadere il governo, il fido ministro, perché questo sarebbe potuto accadere se ci fossero state delle “defezioni” da parte della sua stessa maggioranza. E, cosa alquanto singolare, ha annunciato le proprie dimissioni dall’aula del tribunale in cui è in corso il processo nel quale è imputato insieme alla moglie. Le dimissioni di Aldo Brancher da ministro sono un "successo" dell'opposizione e dimostrano che "la maggioranza è in crisi". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha commentato così le dimissioni del ministro del Pdl. "Le dimissioni di Brancher sono un successo dell'iniziativa del Pd e la prova che la maggioranza è in crisi. Li abbiamo messi all'angolo". "Ma adesso - aggiunge - delle deleghe che ne faranno? Serve un altro ministro, o buttiamo all'aria quel ministero che fino a qualche giorno fa sembrava indispensabile?". “Ennesima dimostrazione di una maggioranza allo sbando”, così ha definito l’intera vicenda Davide Zoggia, Responsabile Enti Locali della Segreteria del Pd. “Il presidente Berlusconi dice di condividere la decisione di Brancher di dimettersi. Ci chiediamo perché quindi, solo 17 giorni fa, l’aveva nominato a capo di un ministero non meglio precisato”. E’ l’ennesima dimostrazione di una maggioranza che non è in grado di governare il Paese e di dare risposte concrete ai problemi degli italiani”. Per Enrico Letta, vice segretario del Partito democratico: “Le dimissioni di Brancher sono una lezione per l’opposizione, di cui far tesoro, infatti è stato ancora una volta dimostrato che la determinazione e l’unità di intenti delle opposizioni consentono di ottenere i risultati e di mettere alle corde il governo". Ha parlato di “atto duvuto”, il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda: “Da un punto di vista etico – ha dichiarato – le dimissioni di Brancher sono un atto dovuto che rimedia a una nomina sbagliata che non si sarebbe mai dovuta fare”. “Dal punto di vista del governo- ha ironizzato Zanda - in fondo, queste dimissioni non cambiano nulla, dal momento che Brancher per due settimane è stato, appunto, ministro del nulla”. Arturo Parisi, deputato del Pd, ha notato come anche in questa vicenda, nel governo vengano frapposti gli interessi personali a quelli della causa comune.

 
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