BORSELLI A FITTANTE: "SOLO RICERCA DI VISIBILITA' L'IDV NON HA CERTO UN PROFILO RIFORMISTA"
Caro Giovanni, Mi ero ripromesso di non entrare nel merito della tua scelta di aderire all'IDV ma oggi leggendo la tua intervista al Corriere mi sento il dovere di dire qualcosa anche e soprattutto perché pensavo di poter contare sulla tua presenza per rafforzare il profilo riformista della nostra azione all'interno del gruppo e del partito. Se queste erano le tue intenzione, come affermi nell'intervista, non puoi dire che all'interno del PD c'è un problema relativo alla capacità di sviluppare un'azione riformatrice e poi aderire all'Italia Dei Valori che a me sembra uno dei più grossi ostacoli che ha il Partito Democratico e tutti i moderati nello sviluppare una azione riformatrice che permetta al centrosinistra di conquistare la maggioranza degli elettori. Faresti meglio a chiamare le cose con il loro vero nome, la storia dell'ulivo e dei passati tentativi sviluppati intorno a Prodi non c'entra niente con la rozzezza del pensiero di Di Pietro, con il quale immagino ti sia confrontato prima di aderire all'IDV. Diciamo che hai colto un'occasione sperando di accrescere la tua visibilità e il tuo peso personale. Non è reato ed ognuno la giudica come crede ma non raccontare la storiella delle mozioni e quant'altro perché avendo partecipato alle discussioni, che democraticamente si sono sviluppate all'interno del gruppo, mi sembra semplicemente ridicolo che tu dopo un anno dalle elezione abbia lasciato il partito democratico adducendo queste motivazioni. Semmai, prova almeno una volta a fare autocritica e renditi conto dei modi e dell'atteggiamento che hai sempre tenuto nel promuovere le tue idee. Un cordiale saluto. Andrea Borselli. Firenze, 4 agosto 2010
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