IL CORDOGLIO DELLA PRESIDENTE COMM.PACE AGOSTINI PER LA SCOMPARSA DI MARIO PICCIOLI
«Ci lascia non solo un uomo amato dalla città di Firenze ma anche un testimone delle persecuzioni nazifasciste, della deportazione e della Shoa. Una testimonianza che ha sempre espresso in modo toccante nei suoi incontri con i giovani». Lo ha detto la presidente della commissione pace Susanna Agostini per la morte di Mario Piccioli, presidente dell'Aned (Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) di Firenze.«E' stato un personaggio straordinario – ha aggiunto - che ha vissuto con coraggio e con forza la più grande tragedia che l' umanità abbia mai visto. Continueremo con sempre maggiore determinazione, nel ricordo di persone come Mario, a portare avanti tra gli studenti della nostra città ogni azione per tenere viva la memoria sugli orrori della Shoah, perché le nuove generazioni tengano vivo il ricordo su una delle pagine più drammatiche della nostra storia».«Piccioli ci ha insegnato che se non si raccontasse o non ci fossero più persone alle quali raccontare, la memoria della propria storia si perderebbe e con essa il significato della realtà. Raccontare quel che è accaduto, ricordare ciò che accadde veramente è un dovere morale e civile. Al punto che non farlo è una grave colpa. Lo sterminio degli Ebrei in Europa non è solo una ferita indelebile ma rappresenta anche una crisi di civiltà sulla quale non cessiamo di interrogarci e intorno alla quale, col passare del tempo, cresce il problema della trasmissione della memoria. Anno dopo anno i diretti testimoni scompaiono e così a noi tocca un compito in più: nessun evento per quanto clamoroso può autoimporsi definitivamente per il solo fatto di essere accaduto; se non se ne cura la memoria, ascoltando anzitutto i testimoni, pian piano, esso rientra nella normalità».«Non solo cercano uno spazio coloro che negano l'esistenza stessa di eventi come Mauthausen – ha concluso la presidente della commissione pace – ma constatiamo purtroppo la presenza, anche tra noi, di indifferenti, di persone che non vogliono ricordare. Il primo obbligo che abbiamo oggi è dunque quello di ascoltare i testimoni e i superstiti. E Mario Piccioli ci ha insegnato questo dovere. Il dovere di proteggere e trasmettere la verità storica». (fn)
| < Prec. | Succ. > |
|---|
