Nuove regole per i detenuti ricoverati, Agostini (Pd): "Un passo avanti nella salvaguardia dei diritti umani"
La presidente della commissione pace: "Ora un protocollo standard con le nuove linee per Regioni e Asl"
"Un passo avanti: la considerazione dell'importanza del mantenimento delle relazioni affettive per detenuti anche quando sono ricoverati negli ospedali. Così la presidente della commissione pace e diritti umani di Palazzo Vecchio ha definito la rilevante novità che riguarda appunto la vita dei detenuti in trattamento sanitario. Una modifica ai regolamenti suggerita dalla commissione d'inchiesta sulla Sanità presieduta dall'onorevole Ignazio Marino e accolta dal Governo.
L' obiettivo - ha aggiunto l'esponente del Pd Agostini- è quello di uniformarsi alle nuove linee e di definire un protocollo standard, da sottoporre al ministero della Salute e alle Regioni, valido su scala nazionale per le Asl e gli Istituti di pena in modo da armonizzare le esigenze di assistenza e cura con quelle della sicurezza ed evitare un'isolamento totale della persona arrestata. Susanna Agostini ha poi sottolineato che ciò è ancora più importante per coloro che si trovano in stato di fermo e in attesa di giudizio. In determinate circostanze è indispensabile poter mantenere una relazione, seppure controllata, con la propria sfera affettiva. Detenzione, quando la pena è dovuta, non deve significare esclusione dal mondo, ma opportunità di scontare il debito per il reato commesso, e cambiare comportamento sociale prendendo coscienza dei propri errori. Non è tollerabile che le persone detenute che vengono a trovarsi in cura sanitaria, non possano essere viste dai familiari, a maggior ragione all'avvio di un procedemento detentivo. Come accaduto nel caso giunto tristemente alle cronache di Stefano Ciucchi. Un evento che ha rappresentato l'iceberg di disumanità e l'incongruità del diritto di sapere da parte della famiglia. Ma ci è voluto il caso Cucchi, per capire il danno che provoca l'attesa del diritto di sapere, quando lo stato di salute di un detenuto si aggrava, oggi è necessario l'intervento del magistrato per metterne a conoscenza i parenti. Da lì prende il via un lungo iter burocratico per incontrarlo. Auspico che presto si avviino protocolli simili a quello fatto dal Carcere Sandro Pertini di Roma, anche dalla nostra Regione. Garantendo da parte della commissione diritti umani un impegno per una sollecita fattibilità per il carcere di Sollicciano.(lb)
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