ACQUA: IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA LA MOZIONE PD

"L'acqua è un bene comune, dobbiamo farne un uso corretto, in modo da non inquinarlo e non sottrarlo al fabbisogno di tutti", "dall'esperienza toscana una gestione equa, efficiente e ambientalmente sostenibile", "i Comuni sempre più orientati ad un ruolo di controllo verso i gestori", "siamo all'inizio di un percorso e impegnati ad investire sia  per completare il sistema di depurazione, sia per migliorare la rete e ridurre la percentuale delle perdite": questi e altri i temi affrontati dal cons. Andrea Borselli, che ha presentato nel Consiglio comunale di giovedi 21 gennaio la mozione del Gruppo PD sul tema dell'acqua, poi approvata dal Consiglio comunale di Firenze.

L'intervento del cons. Borselli:
Come gruppo del Partito Democratico abbiamo sentito la necessità di proporre al Consiglio l'approvazione di una mozione che facesse chiarezza sulla posizione del partito su di un elemento fondamentale per ogni essere vivente, e per l'ambiente come l'acqua. Contrapponendo le nostre motivazioni a coloro che distorcendo la realtà creano disagio nell'opinione pubblica ed in particolare in quei cittadini più sensibili ai temi ambientali e sociali, richiamando come grido di battaglia contro ogni modernizzazione dei servizi pubblici locali slogan come quello: "ripristino della proprietà pubblica dell'acqua", come se fossimo in presenza di privatizzazione selvagge che non tengano conto ne' dei cittadini ne' dei lavoratori ma solo del profitto. A nostro avviso questo è un modo inaccettabile di presentare una realtà come la nostra che ha visto in questi anni crescere aziende e professionalità che hanno migliorato tutto il sistema di gestione delle risorse idriche in Toscana. Non scherziamo: nessuno può privatizzare l'acqua, che è e resta un bene comune, che la natura ci ha messo a disposizione e di cui dobbiamo farne un uso corretto in modo da non inquinarlo e non sottrarlo al fabbisogno di tutti secondo le disponibilità locali. ...



Ed è in questa ottica che  viene regolata la gestione del servizio idrico in Toscana e pertanto confermiamo che a nostro avviso  non c’è niente di pubblico da ripristinare. In realtà il tema che in Toscana è già stato affrontato e risolto è quello di  dare in affidamento la gestione del servizio idrico a soggetti che abbiano la capacità di dare risposte ai bisogni della collettività con gestioni efficienti e produttive orientate alla  tutela dell’interesse economico e ambientale di tutti. Soggetti affidatari che dovranno dimostrare, agli organi di controllo espressione dei Comuni, che  a fronte dei costi riconosciuti per la collettività corrisponda  effettivamente la garanzia di una gestione del sistema corretta ed efficiente, sia economicamente che ambientalmente, e si ottengano dei miglioramenti della qualità sia della rete che degli impianti, rete di cui mantiene la proprietà il Comune  che anche volendo non può cedere. La scelta è stata quella di orientare l’azione dei Comuni, associati nei consorzi di Ambito coincidenti con il proprio Ambito Territoriale Ottimale, ad agire prevalentemente come funzione di controllo verso l’attività del gestore. La domanda che ci dovremmo porre è se oggi i comuni non debbano fare un altro passo indietro verso il proprio coinvolgimento nella gestione e rafforzare la propria capacità di controllo. Poiché anche sul tema del controllo l’esperienza ci ha dimostrato che se chi esercita il controllo coincide totalmente con la proprietà del controllato ne’ va a scapito l’efficienza del sistema e pertanto è interesse dei cittadini separare, dove questo è possibile, le due funzioni di gestore e di controllore e pertanto dovremo sempre di più orientare la nostra azione politica affinché l’Amministrazione Comunale sposti il suo operato verso il controllo piuttosto che verso la gestione. Ora qui noi parliamo della gestione del servizio idrico ma il ragionamento vale per tutti gli altri servizi pubblici locali: dai trasporti ai rifiuti. In Toscana in alternativa alle circa 300 gestioni comunali, (immaginate che alto livello di qualità e di professionalità si esprimesse nella gestione dell’acqua in comuni con meno di 5.000 abitanti), sono state  create  le condizioni affinché i comuni si consorziassero in ATO e procedessero alla  realizzazioni di sei aziende di ambito a cui affidare la gestione del servizio. Queste aree, corrispondenti a bacini idrografici sono state considerate sufficientemente ampie da permettere la nascita di aziende con all’interno professionalità e strutture capaci di fare un salto di qualità, nella gestione della risorsa idrica,  rispetto alle precedenti gestioni comunali. Questo non toglie che in un prossimo futuro si possa andare verso un gestore unico per tutta la regione riducendo i costi di struttura delle singole aziende e degli stessi organi di controllo. Ma come potevamo avere in 300 diversi Comuni, ognuno competente della sua risorsa acqua, garantire una gestione con alta professionalità nel campo del prelievo e della consegna di acqua potabile e successivamente capaci di gestirne la depurazione.
Lo stesso personale operativo dipendente all’interno di un’azienda strutturata e di una ragionevole dimensione può avere le possibilità di una crescita professionale che ne faccia emergere capacità e qualificazione e ne permetta anche uno sviluppo e occasioni di carriera, altrimenti  impensabile all’interno del calderone di un’amministrazione locale assillata da centomila problemi e impossibilitata a dedicare alla gestione dell’acqua le risorse e l’attenzione necessaria. Qualcuno ritiene che sia scandaloso che soggetti privati, nel caso toscano il partner privato risultato dalla gara ad evidenza pubblica effettuata dalle aziende toscane è nientemeno che ACEA partecipata anch’essa a maggioranza dal comune di Roma, (ACEA ha investito in Publiacqua per acquistarne le quote 60 milioni), debbano poi veder riconosciuto un profitto da tale investimento, coniando lo slogan sull’acqua non si fanno profitti in quanto l’acqua bene pubblico. Vorrei qui dire che quello che paghiamo in bolletta, come cittadini utenti di un servizio, non è il costo dell’acqua, che viene prelevata a costo zero, ma è il costo industriale del servizio di captazione, distribuzione, depurazione ed è proprio su questi costi che dobbiamo garantire la massima efficienza. Il tema del profitto del capitale investito è un tema  puramente ideologico ma la realtà ha dimostrato che alle volte è molto più onerosa e discriminante l’inefficienza pubblica rispetto al profitto privato, quando come nel nostro caso questo non sia frutto di una politica monopolistica ma sia il risultato di una gestione concordata e pianificata da un ATO che agisce come regolatore nell’interesse esclusivo dei Comuni in essa rappresentati. Comunque i privati insieme alle risorse economiche per acquistare quote dell’azienda hanno arricchito le aziende con competenze e professionalità aggiuntive. Lo stesso  profitto ricavato dall’investimento privato, effettuato dell’investitore, non è assicurato ne’ garantito ma dipende espressamente da come vengono realizzati  obiettivi di recupero di efficienza nella gestione e di miglioramento della rete e degli impianti assegnati al gestore dal piano di ambito.
Questo è quanto è stato realizzato in Toscana, di questo dobbiamo, fino ad ora, essere soddisfatti, non dimenticando però che abbiamo realizzato queste strutture per migliorare l’esistente e che siamo solo all’inizio di un percorso che necessariamente dovrà vederci impegnati a investire sia  per completare il sistema di depurazione, manca il collettore di sinistra dell’Arno e perciò ancora circa 200.000 cittadini non sono collegati al depuratore di San Colombano che sarebbe  già oggi in grado di trattare tutti i reflui del bacino, sia per migliorare la rete e ridurre la percentuale delle perdite che rappresenta, non solo uno spreco di acqua ma soprattutto uno spreco di risorse ed energia utilizzate sia rendere potabile che per distribuire, acqua che poi viene dispersa dalle perdite presenti sulla rete e stimate intorno al 30/35 %.
Tutto questo richiederà sicuramente risorse aggiuntive a quelle provenienti dalle tariffe da ricercare nella pianificazione Regionale e Nazionale che dovrà vedere nelle politiche di difesa del suolo una priorità negli investimenti futuri per sostenere  queste politiche dall’altra fare sì che i proventi delle tariffe garantiscano la gestione efficace della fornitura e della depurazione.
Poiché si parla di un bene vitale come l’acqua particolare attenzione dovrà essere dedicata alla protezione delle fasce più deboli della popolazione e soprattutto a quella delle famiglie numerose poiché l’attuale metodo normalizzato, prevedendo fasce tariffarie di consumo per famiglia e non per utente, fa sì che di fatto il sistema penalizzi le famiglie numerose poiché a differenza di altri consumi quello dell’acqua è direttamente proporzionale al numero dei componenti.
Per questi motivi vi invitiamo a sostenere la nostra mozione."



IL TESTO DELLA MOZIONE APPROVATA

Mozione Gruppo PD - Proponenti: Andrea Borselli, Francesco Bonifazi, Salvatore Scino
"Acqua: per garantire un sistema di regolazione pubblico ed una gestione equa, efficiente e ambientalmente sostenibile."

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che la discussione sulle risorse idriche e sui servizi necessari a garantirne la captazione, il trattamento, l'adduzione, il riuso e la depurazione sono, giustamente, da anni al centro dell'attenzione del mondo politico, scientifico e dell'opinione pubblica per l'importanza che il tema dell'"acqua" riveste a livello locale e mondiale trattandosi di risorsa preziosa e limitata, fondamentale per tutti gli esseri viventi e l'ambiente, da gestire secondo criteri di sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e garantendo l'accesso a tutti i cittadini, secondo criteri di equità, solidarietà e sostenibilità economica;
Considerato che il principio dell'acqua come bene comune e bene pubblico, non merce,  è sancito dall'art. 1 della Legge 36/94 (Legge Galli) che recita "Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorchè non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà". In Italia sono proprietà pubblica anche le reti e gli impianti connessi al servizio idrico, definiti dal codice civile beni demaniali o beni indisponibili, non privatizzabili. L'utilizzo delle acque è, inoltre, regolamentato dalla pubblica amministrazione attraverso atti di concessione e atti di pianificazione;
Richiamata la Direttiva Quadro comunitaria sulle acque del 2000/60/CE che ha fissato gli obbiettivi per la salvaguardia, la qualità, l'uso sociale e ambientale sostenibile della risorsa e la necessità di governo delle risorse idriche a livello di bacini idrografici;
Ricordato che la Toscana è stata una delle prime Regioni ad introdurre riforme importanti per una corretta politica dei servizi idrici: funzionano regolarmente 6 Autorità di Ambito, corrispondenti ad altrettanti bacini idrografici, che hanno sostituito 287 comuni nella programmazione e regolazione dei servizi idrici determinando gli standard del servizio, gli investimenti, le tariffe e il controllo della gestione. Operano 7 imprese di gestione del servizio idrico integrato, che hanno aggregato in pochi anni oltre 200 operatori locali, con forti piani di investimento per ammodernizzare la rete, garantire una migliore qualità dell'acqua e la depurazione, sostenuti dal sistema tariffario e dalla capacità finanziaria delle imprese. Sei di queste imprese sono aziende miste pubbliche-private, con il 40% di capitale lasciato a partner industriali, e solo un'azienda è interamente pubblica. Si è formato così un "sistema toscano" fortemente regolato, controllato e gestito dal pubblico e ritenuto dalla Regione e dalle istituzioni locali più conforme a garantire nella gestione i principi e gli obbiettivi fissati dalle normative europee, nazionali e regionali, rispetto alle precedenti gestioni comunali;
Ravvisato che i nuovi processi regolativi e gestionali nel settore del servizio idrico integrato e dell'acqua si sono comunque avviati, nel nostro Paese, in carenza di un quadro legale e normativo stabile e certo, con numerose competenze ancora disseminate fra molti soggetti e con grandi problematiche finanziarie da affrontare legate all'innalzamento degli standard ambientali e di qualità del servizio richiesti dalle politiche ambientali europee, alle alterazioni climatiche che pongono nuove problematiche e al deterioramento delle fonti di approvvigionamento, all'assenza di Autority a livello nazionale e regionale;
Visto che il Parlamento ha recentemente convertito in legge il Decreto salva-infrazioni comunitarie 135/2009 e nell'art.15 dello stesso  ha introdotto nuove modifiche normative sui servizi pubblici locali ed in particolare per il servizio idrico integrato, rafforzando, e rendendola quasi obbligatoria salvo casi particolari, la presenza del privato nella gestione del servizio;
Ritenuto profondamente inopportuno e sbagliato il metodo adottato dal Governo che ha sottoposto l'approvazione del Decreto al voto di fiducia del Parlamento impedendo così un approfondito confronto politico parlamentare, con le istituzioni regionali e locali, le forze sindacali e le associazioni delle imprese e dei consumatori;
Ritenuto, inoltre, del tutto inadeguato inserire una materia così importante come la riforma dei servizi pubblici locali in un provvedimento omnibus e con motivazioni contraddittorie, evadendo così le tematiche più importanti relative all'assenza di Autorità nazionali di regolazione, di più adeguati metodi tariffari, di risorse finanziarie necessarie per gli ingenti investimenti indispensabili per corrispondere agli obbiettivi fissati dalle politiche ambientali europee, evitando così dinamiche tariffarie che ricadono interamente e pesantemente sugli utenti;
INVITA IL SINDACO

- a prendere le opportune iniziative a livello nazionale e regionale affinchè sia migliorato e rafforzato il ruolo pubblico di regolazione sia a livello statale che regionale con l'istituzione di una Autorità nazionale per la regolazione del servizio idrico e un'Autorità regionale pubblica con funzioni di vigilanza, regolazione, controllo e sanzionamento nei confronti dei soggetti gestori;
- a richiedere al Parlamento e alla Regione Toscana, per le rispettive competenze, una riforma che riduca le sovrapposizioni di ruoli e competenze tra soggetti ed enti che si occupano di pianificazione, autorizzazione e controlli nel settore delle acque;
- a richiedere, inoltre, al Governo ed alla Regione Toscana, per le rispettive competenze, impegni finanziari aggiuntivi a quelli derivanti dalle tariffe per il finanziamento delle infrastrutture necessarie ed indispensabili al rispetto degli standard e degli obbiettivi ambientali fissati dalle politiche comunitarie;
- a promuovere in sede ATO una riforma del metodo tariffario nazionale (Metodo normalizzato) e la costruzione di una tariffa che tuteli le fasce deboli economicamente e socialmente, ivi comprese, in particolare, le famiglie numerose.
 
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FESTA DEMOCRATICA ALLE CASCINE

Firenze 26 Agosto - 12 Settembre 2010

"Ditelo al Gruppo Democratico", continua il punto d'ascolto con i cittadini alla Festa Democratica delle Cascine.

Continua il punto d'ascolto "Ditelo al Gruppo Democratico" l'iniziativa organizzata insieme al coordinamento cittadino del partito e che vede ogni sera dalle 19 alle 23 i consiglieri comunali del Gruppo PD del Comune di Firenze comunicare direttamente con i cittadini ascoltando idee, proposte e anche critiche. Gli esponenti del Pd di Palazzo Vecchio saranno presenti, insieme a coordinatori e militanti dei circoli territoriali del partito, presso lo stand Spazio PD della Festa Democratica alle Cascine. Sempre presso la stand è attivo anche un punto di raccolta firme per Sakineh . "In questi giorni – ha spiegato il coordinatore del punto d'ascolto Mirko Dormentoni- diverse centinaia di persone hanno firmato l'appello e alcuni cittadini si sono fermati a parlare con i consiglieri comunali presenti lasciando critiche e proposte per Firenze sull'apposito "Quaderno". Gli argomenti riguardano la mobilità, il trasporto pubblico locale, i percorsi ciclabili, la manutenzione delle strade, parcheggi". "Ditelo al Gruppo Democratico è un'occasione per riferire le proprie critiche e le proprie idee direttamente ai consiglieri comunali ma anche per scriverle appunto su un apposito quaderno che resterà presso lo Spazio PD fino alla fine della Festa.

Ecco il calendario fino al 9 settembre

Lunedì 6 Settembre dalle 19.00 alle 23.00: Caterina Biti e Giampiero Gallo

Martedì 7 Settembre : Tea Albini e Angelo Bassi

Mercoledì 8 Settembre : Leonardo Bieber e Stefania Collesei

Giovedì 9 Settembre dalle 19.00 fino alle 21.00: Federica Giuliani, Claudia Livi, Maurizio Sguanci.

Alle ore 21.00 allo Spazio Dibattiti "LE SFIDE DELLA GRANDE FIRENZE" con il Sindaco MATTEO RENZI

'Save Sakineh', no alla lapidazione

Palazzo Vecchio si mobilita per la donna iraniana condannata alla lapidazione

Un grande striscione con la foto di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per un presunto adulterio, è stato appeso stamani al terrazzo di Palazzo Vecchio, dal lato di piazza Signoria. Oltre alla foto, sullo striscione compare la scritta 'Save Sakineh'. E' questo il modo in cui il sindaco Matteo Renzi, a nome della città, vuole protestare contro la decisione della condanna a morte della donna, 43 anni e due figli, accusata dal governo di Teheran di aver avuto rapporti adulteri anche se vedova e condannata dopo una confessione giudicata come estorta. "Questa immagine - commenta il sindaco Renzi - vuole ricordare che Firenze sta sempre dalla parte della libertà, che la città dell'Elettrice Palatina starà sempre dalla parte della libertà delle donne. E una condanna a morte non può che essere considerata aberrante in una terra che per prima nel mondo, nel 1786, ha abolito la pena di morte". Non è la prima volta che l'amministrazione si mobilita a favore del popolo iraniano: all'inizio del mandato venne esposto dallo stesso terrazzo un drappo verde per ricordare le vittime, soprattutto giovani e studenti, della repressione governativa in occasione delle contestate elezioni che hanno confermato al potere Ahmadinejad. Di luce verde si sono anche 'colorati' il David in piazza della Signoria, a Capodanno, e il David a piazzale Michelangelo, la scorsa estate, mentre a luglio scorso è stata accolta a Palazzo Vecchio anche il premio Nobel iraniano per la pace Shirin Ebadi, "segnali - aggiunge Renzi - che Firenze, pur nella doverosa attenzione ai problemi quotidiani, non dimentica la sua vocazione internazionale e la sua voglia di pace, democrazia e libertà".

Comune di Firenze

25/08/2010

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